Verso Oriente, sulle tracce dell’acquaponica

Ottomilaottocentoventitré sono i Km che abbiamo percorso in aereo per sperimentare il primo ristorante di acquaponica a Bangkok, situato vicino alla modernissima e famosa Sukhumvit Road. D’altronde non avremmo potuto aprire il nostro locale di acquaponica a Roma senza averne prima testato uno dall’altra parte del Mondo.     

Agli 8000 km di viaggio aereo, va aggiunta la tenacia  che ci è voluta per raggiungere il ristorante che, ovviamente, si trovava proprio dall’altra parte della città rispetto al nostro hotel. Chi è già stato nella capitale tailandese ne avrà senz’altro constato l’evidente difficoltà negli spostamenti, soprattutto a causa del traffico nel quale si rimane facilmente “imbottigliati”. Così abbiamo optato per uno di quei battelli che giornalmente navigano il Chao Praya River, per poi proseguire in tuk-tuk fino a Sukhumvit Soi 31, dove si trova il ristorante.           

Così dopo una movimentata traversata della città, siamo scesi dal mezzo guardandoci intorno per scorgere l’ingresso del ristorante. Vediamo finalmente l’insegna “HAOMA” all’orizzonte ed entriamo.          

L’impatto iniziale è stato subito molto positivo. Il ristorante si presenta come un posto incantevole, dove il concetto di sostenibilità si sposa perfettamente con gli arredamenti e, ovviamente, con il cibo.    
Gli interni in eco-legno sono ovunque contornati da una rigogliosa vegetazione, protagonista indiscussa dell’intero ristorante. Seduti a un tavolo, o a terra su coloratissimi cuscini, si ha la possibilità di osservare piante di ogni tipo, gustando un ottimo cocktail o uno dei particolarissimi piatti del Menù.    
Mentre il cameriere ci accompagna al nostro tavolo, attraverso la vetrata scorgiamo nella veranda sul retro delle vasche rivestite in legno e sapientemente illuminate. Più tardi capiamo che è proprio da lì che Deepanker Khosla (Chef e ideatore del ristorante) sceglie la gran parte dei prodotti da cucinare, garantendo freschezza e qualità ai suoi piatti, con una cucina letteralmente a “Km Zero”.       
 
Il menù è davvero molto ricco e con pietanze fuori dal comune che sperimentano accostamenti di sapore favolosi, senza mai trascurare la presentazione del piatto, altra caratteristica del ristorante.    
La cura nei dettagli si riflette in tutto il locale di DK, che intende promuovere un’idea innovativa di ristorante senza rinunciare alla sua tradizione tailandese e ai prodotti locali, coltivati in-door tramite vasche di acquaponica. Lo Chef Khosla infatti non si limita solamente a cucinare i prodotti ma se ne prende cura, al fine di garantire personalmente il miglior prodotto ai suoi clienti. Non è un caso se il principio ispiratore di Haoma è “we grow what we cook, and we cook what we love”. Perché gli ingredienti fondamentali che Deepanker Khosla ha scelto per questo progetto sono la passione, la cura per il dettaglio e l’amore per la qualità.

…il nostro consiglio: con questo articolo volevamo darvi giusto un piccolo assaggio di un locale fuori dal comune, ma a chi avrà la fortuna di visitare la capitale tailandese consigliamo vivamente di combinare la visita al magnifico Wat Arun con una al ristorante HAOMA di Deepanker Khosla. Sarà un modo per concedersi una tappa fuori dai tradizionali circuiti turistici e testare un nuovo modo di mangiare, scegliendo personalmente il pasto più sano, più sostenibile.

 

 

Fonte: Haoma Website

 

Fonte: Haoma Website

 

Fonte: Haoma Website

 

Fonte: Haoma Website

 

Fonte: Haoma Website

 

…E dopo avervi raccontato la nostra esperienza all’Haoma Restaurant, vi salutiamo con uno scorcio delle spiagge tailandesi. Qui ci troviamo a Noppharat Thara Beach :)!

 

 

Sito web: https://www.haoma.dk/

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03/02/2018