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Cosa sono i PFAL e perché stanno attraendo milioni di investimenti

Nel caso della coltivazione PFAL, i coltivatori possono sperimentare la produzione di vegetati a ciclo breve anche 10-20 volte l’anno.  Ciò significa che l'esperienza e il know-how sulla coltivazione possono essere accumulati molto più rapidamente.


Con il termine “plant factory with artificial lighting (PFAL)” ci si riferisce ad un impianto di produzione di ortaggi caratterizzato da una struttura simile ad un edificio industriale ma termicamente isolata nel quale i parametri ambientali (temperatura, umidità relativa, CO2, luce) sono costantemente monitorati. La struttura interna di questo tipo di impianti è composta da diversi piani di cultura con lampade LED poste nella parte inferiore di ognuno con la funzione di illuminare quello sottostante.

Urban Crop Solutions-Plant Factory in Belgio https://urbancropsolutions.com/farm-systems/plant-factory/
Nell’ultimo decennio, in particolare negli ultimi 5 anni i PFAL sono riusciti ad attrarre importanti investimenti soprattutto da fondi privati che hanno colto l’enorme potenziale che questa tecnologia possiede nel rispondere ai temi legati alla sicurezza ed alla qualità alimentare del prossimo futuro. Un caso emblematico è rappresentato da PLENTY Vertical Farm americana che ha raccolto 200 milioni di dollari di investimenti privati.
Questi impianti stanno attraendo investitori sostanzialmente per tre ragioni:
  • la prima è la crescente richiesta di cibo “sano” di qualità, privo di residui e prodotto se possibile in maniera sostenibile;
  • la seconda è rappresentata dall’efficienza di tali sistemi che si traduce nella produzione di grandi quantità di ortaggi al metro quadro in maniera molto veloce;
  • la terza, strettamente correlata alla seconda, è costituita dalla facilità con la quale è possibile programmare (non più ipotizzare a seconda di diverse variabili come parassiti, meteo ecc) i raccolti e calcolare i costi necessari al funzionamento.

Questo metodo di coltivare ha avvicinato, forse per la prima volta, la produzione agricola a quella industriale; praticamente la tecnologia rende possibile realizzazione di un business plan quasi perfetto e questo aumenta l’interesse di banche e fondi ad investire nel settore.

Al di là del lato economico, relativo alle dinamiche costi-ricavi, i PFAL tendono ad essere considerati dei sistemi sicuri, sia dal punto di vista qualitativo che gestionale, in quanto gestiti da personale altamente qualificato.
C’è da dire che in generale i coltivatori possono acquisire esperienza sulla coltivazione in campo una o due volte l’anno in condizioni climatiche variabili. Per quanto riguarda la coltivazione in serra “classica” di frutta e verdura, l’esperienza può essere acquisita da una a quattro volte l’anno a seconda delle colture ma nella maggior parte dei casi il ciclo produttivo delle piante, anche se in ambiente controllato, dipende dalla stagione e dalla presenza di malattie spesso causate da insetti infestanti.
Nel caso della coltivazione PFAL, i coltivatori possono sperimentare la produzione di vegetali a ciclo breve anche 10-20 volte l’anno.  Ciò significa che l’esperienza e il know-how sulla coltivazione possono essere accumulati molto più rapidamente.
Cosa ancora più importante è che con tali tecnologie i coltivatori possono condurre esperimenti mirati sulle colture modificando un solo parametro e mantenendo gli altri invariati. I risultati ottenuti in fase di “sviluppo del prodotto” non sono in nessun modo influenzati da fattori esterni come il clima, per questo motivo sono facilmente interpretabili e riproducibili.
Sotto questo punto di vista l’impianto potrebbe essere assimilato ad un laboratorio dove coltivatori-ricercatori continuano a produrre in maniera costante e migliorano ciclo dopo ciclo prodotto e resa.
I risultati ottenuti possono essere considerati validi per la progettazione di impianti simili, che assimilando l’ottica industriale del miglioramento di prodotto, potranno essere sempre più implementati.
e il break even point di questi impianti? 
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